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“Perché capitano tutte a me?”: la disciplina del pensare

La domanda sorge spontanea, magari già alle 9 del mattino, quando dalle prime telefonate sembra già di capire come si imposta la giornata…Ma non tutte le domande sono produttive, le migliori nascono da una certa disciplina del pensare.  

Un intervento formativo efficace in situazioni di forte stress emotivo consiste nel trasmettere alle persone un metodo di lettura strutturale della realtà vissuta (approccio sapienziale). L’impatto emotivo di una situazione, la reazione più o meno intensa che la persona ne ricava, le conseguenze che essa produce nella sua vita professionale e nella sua dimensione relazionale sono fortemente connesse con la qualità e profondità della lettura che viene applicata a quella medesima situazione.
In genere le persone tendono a interpretare le situazioni a partire dalla propria visuale, accendendo sulla realtà un unico riflettore, coincidente con la propria prospettiva, posizione, coinvolgimento. È una posizione, in tal modo, centrata su di sé e che fornirà una lettura di quella realtà significativa per la persona ma necessariamente incompleta e non sufficiente per trovare soluzioni o corrette gestioni del problema.
Lo scenario si allarga quando, mediante domande e criteri di lettura strutturale, la persona si dispone ad accendere altri riflettori, che faranno luce a partire dalle altre persone coinvolte nell’episodio (per esempio un cliente). Essa si disporrà allora a prendere in considerazione prospettive, significati, bisogni invisibili nel precedente approccio centrato su di sé. Tanto maggiori le informazioni che ne otterrà, tanto più utili e praticabili le modalità di rielaborazione e le vie di uscita.
Imparare a leggere la realtà in modo strutturale (tenendo cioè conto dei diversi e contemporanei livelli che la compongono) equivale a recuperare l’arte antica del discernimento: tenere distinte in maniera particolare la dimensione affettiva e quella razionale, a sostituire un approccio tendenzialmente autocentrato con un uno centrato sugli altri.
Se è questo che si vuole raggiungere, anche la formazione deve modificare la propria offerta: non più solo tecniche fruibili nel solo arco di una giornata d’aula ma metodi e strumenti per educare in modo permanente la persona.