La vita di ogni persona non è a compartimenti stagni, come spesso ci piace pensare. Il tradizionale invito a lasciare le problematiche personali fuori dall’ufficio, e le preoccupazioni del lavoro fuori dalla propria abitazione è più un’ingenua aspirazione che una realtà. Il motivo è semplice: la realtà è a vasi comunicanti. Certo nell’arco della giornata operiamo all’interno di contesti molto diversi, alcuni affaticanti, altri rilassanti, ma l’unità e la continuità è data dalla nostra persona, che li attraversa in sequenza come un filo rosso. Il benessere non sta nel contenere gli uni e aumentare gli altri. Il benessere sta nell’organizzare l’integrazione tra questi diversi piani. E la prima integrazione è quella che permette al lavoro di essere fonte di senso, crescita, sviluppo e maturazione per la persona.
La sfida è di natura culturale e di educazione delle mentalità e riguarda l’attivazione, negli ambienti di lavoro, di percorsi formativi, strutturali e non episodici, che permettano l’acquisizione di concreti strumenti di efficacia personale (self management) oltre che tecnico-professionali.