"Tu fai parte di una categoria che non mi piace!!". In realtà non ho nemmeno capito a quale categoria si riferisse la persona che ha pronunciato queste parole. Eppure mi ha fatto pensare a quante volte nella quotidianità parliamo e (peggio) ragioniamo per categorie: italiani, extracomunitari, artigiani, dipendenti pubblici, dirigenti, politici, cattolici, pacifisti... L'utilizzo di categorie con le persone diventa un grande alibi che ci evita la fatica di approfondire, comprendere e accettare il punto di vista (solitamente diverso) dell'altro. Dietro ad una presunta categoria non ci sono 'elementi', ma persone, dotate di un pensiero, un libero arbitrio e di una coscienza. Ogni volta che parliamo per categorie rischiamo di giudicare la persona la quale si sentirà, ovviamente, lesa nella sua identità e nella sua libertà.